Estero
Attentato a Bengasi, forse dietro c'è la mano di Al Qaeda. Continuano le proteste antiamericane in medioriente.
Tg1 | 13-09-2012 | Orario: 13:29 | Durata: 05:50

Interventi e citazioni nella notizia

Crea un avviso email
buongiorno benvenuti al TG uno all'indomani dell'uccisione dell'ambasciatore americano a Bengasi gli Stati Uniti inviano marines navi da guerra in Libia forse la mano di al Qaeda dietro l'attacco a preoccupare di ù la Casa Bianca ora è in Egitto un Paese intanto alleato di ferro e continua la protesta anti americana a mamma ha quindi chiamato il nuovo presidente Massi che questa sera e atteso a Roma in attesa di collegarci con il nostro corrispondente dall'Egitto macchinario passiamo agli Stati Uniti dove si piange nell'appunto l'ambasciatore Cristina esse e si ricorda che l'incubo del terrorismo non è finito e questa nuova crisi entra prepotentemente nella campagna elettorale era sentiamo danneggiate la corrispondente Giovanna battente oggi il sistema è stato avallato conosceva dagli ancor meglio Bengasi referendaria aveva rischia tramite a fianco dei ribelli prima della caduta di Gheddafi e quale è stato nominato ambasciatore americano Tripoli aveva accolto la notizia con entusiasmo è un momento di grande speranza per l'anno di avere scritto ì e terribile che Cristina e siamo pronti a Bengasi ha detto Barack Obama é è una à che aveva contribuito a salvare la Casa Bianca celebra estive ò anche condanna con fermezza su uccisione promette giustizia per i suoi assassini intanto per la quale tutto il personale diplomatico non presente in Libia all'ambasciata di Tripoli à sono l'unica divergenza protette dei cinquanta marines inviati dalla Casa Bianca entro annuncia il Pentagono saranno inviati per identificare possibilmente neutralizzare le basi jihadista torna venga massima allerta i cittadini lasciate americane é non à chiaro che è dietro data la pista che al cambio di un attentato pianificato da tempo e ù personale ci FBI sono à al lavoro con le à e la polizia e dall'altra un attacco apre una serie di interrogativi sul lavoro dell'intelligenza e della sicurezza americane in un Medio Oriente scosso dalla primavera araba una situazione estremamente pericolosa complessa che à entrata nella campagna elettorale americana mi traumi critica la Casa Bianca che si sarebbe scusata per i fini invece di condanna delle violenze e mette in discussione la à di Obama nel gestire i rapporti con la Libia del dopo Gheddafi Stevens nel primo diplomatico americano di essere ucciso dopo ù di trenta giusto allora l'abbiamo detto in apertura sono ancora ore di tensioni in Egitto ed è la situazione che preoccupa di ù gli stati Uniti presidente Obama ha chiamato il presidente ma si ci colleghiamo in diretta con il naso corrispondente macchinario se in effetti di scontri ò caro vanno avanti ormai da la notte scorsa centinaia di giovani stava finiti ma anche tanti ultras della della squadra locale del Cairo provano a sfondare un' impressionante cordone di poliziotti che protegge l'ambasciata americana la polizia cerca di contenere la pressione per il lancio di lacrimogeni lo vedete cariche di alleggerimento dall'altra parte dei giovani lanciano sassi bottiglie molotov il bilancio assolutamente provvisoria di una ventina di feriti i manifestanti pretendono le scuse formali degli Stati Uniti per il film allo stremo prodotto a Los Angeles l'anno scorso ed eliminato soltanto poche ore fa per di ù l'accordo era antiamericana sembra ò destinata a crescere e non solo qui al Cairo ma in tutto il mondo arabo in vista delle grandi manifestazioni di protesta indette per domani ì di preghiera ecco fosse spiegato il motivo di una lunga telefonata preoccupata che Barack Obama ha voluto avere nel cuore della notte con il presidente egiziano Mohamed mossi e a questa laddove e in visita in queste ore prima di sbarcare questa sera a Roma ma sia di nuovo condannato l'attentato di Bengasi ma anche difeso le manifestazioni di protesta é siano pacifiche garantendo che l'Egitto à ò di tutto per proteggere gli stranieri e che non verranno tollerati affatto attacca persone ambasciata poi morsi ha anche avvertito quanto basta con l'odio e con le provocazioni per noi musulmani il profeta e una linea rossa assolutamente invalicabile restituisco la linea e l'attacco al consolato degli Stati Uniti a Bengasi era stato pianificate poteva causare una strage ben ù gravi terroristi infatti avevano preparato una trappola per i funzionari in fuga e nel mondo arabo in queste ore si moltiplicano gli attacchi anche americani Giuseppe Salinas scrisse Stevens muore soffocato dal fumo mentre tenta di lasciare il consolato assieme un alto funzionario fuori la rabbia si scatena quando corre voce che un manifestante è stato ucciso decine di poliziotti libici a guardia del quartiere lasciamo correre mentre altri poli decorrono squadre di soccorso funzionari americani riescono a scappare si rifugiano in una scrutinio segreto Manni scadono in un agguato comma non si à una pioggia di colpi di mortaio con precisione militare è sicuramente un piano ben organizzato quello su cui ora indagano Governo libico e americano un esordio difficile a Lucia oppure il Primo Ministro eletto proprio ieri dal nuovo Parlamento uomo del dialogo tra moderati islamisti in un Paese pieno di armi è di fondamentale importanza per l'Italia per i Paesi europei sostenere con grande chiarezza e determinazione le leadership dei paesi come la Libia come la Tunisia come l'Egitto che stanno lavorando con determinazione per consolidare le democrazie dei loro dell'orso su per ma le proteste si estendono un manifestante muore a sanare nello Yemen durante una manifestazione di protesta contro l'ambasciata immigrati un gruppo armato minaccia di colpire gli interessi americani nel paese
Le trascrizioni sono automatiche pertanto sono soggette ad errori. Leggi qui la limitazione di responsabilita' riguardante le trascrizioni e i sottotitoli
Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva Torre Argentina Società di Servizi S.p.A. - P.Iva 01956561003 info@centrodiascolto.it